13/11/2017

Beni Confiscati

A Reggio Calabria prende il via il workshop per lo scambio di buone prassi

L’efficace riuso a fini sociali dei beni confiscati alla criminalità organizzata quale opportunità concreta per lo sviluppo del territorio. Questo uno dei punti salienti affrontati nel corso del workshop organizzato dal Comune di Reggio Calabria (in collaborazione, tra gli altri, con la Città Metropolitana di Reggio Calabria, l’Anci, l’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati) in corso di svolgimento nella Sala conferenze di Palazzo Corrado Alvaro a Reggio Calabria.

L’apertura dei lavori, che si protrarranno fino a domani, è stata affidata al Vicesindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria Riccardo Mauro, al Capo Unità Italia e Malta della Direzione Generale Politica Regionale e Urbana della Commissione Europea Nicolas Gibert Morin e al Dirigente generale del Dipartimento programmazione Paolo Praticò. Sono state tracciate le finalità del workshop che si propone quale momento di approfondimento rivolto alle amministrazioni pubbliche e alle associazioni o enti del terzo settore per lo scambio di buone prassi e per accendere i riflettori sulla normativa nazionale in materia e sulle opportunità offerte dai fondi strutturali e dalle politiche di coesione per la rigenerazione e il recupero dei beni confiscati.

Il rappresentante della Commissione Europea, Morin, ha rimarcato l’attenzione della politica europea in direzione del contrasto alle varie forme di illegalità e di corruzione. In questo quadro si inseriscono circa 200 milioni di euro di risorse impegnate proprio per il riutilizzo a fini sociali dei beni sottratti alle mafie. Una efficace riconversione e riutilizzo dei beni, sottolinea Morin, è la garanzia di successo dell’aggressione ai patrimoni della criminalità organizzata. Gli Stati membri, quindi, devono assicurare le condizioni attuative e operative delle misure messe in campo sia attraverso i programmi operativi regionali che con i PON Legalità e PON Metro. L’illegalità, infatti, ha un costo sociale importante, oltre che economico, e mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Le interconnessioni tra rafforzamento della trasparenza in campo amministrativo, l’innalzamento delle competenze e l’uso dei beni confiscati è stato rimarcato anche durante l’intervento del direttore generale del Dipartimento Programmazione Paolo Praticò. La sfida dei programmi operativi regionali, ha spiegato Praticò, non si gioca solo in termini di risorse economiche affidate ai territori ma nel quadro di un sistema di regole e di controlli funzionante, capace di potenziare la cultura e la capacità amministrativa. È importante spendere ma anche come si spende e proprio per questo i Piani di rafforzamento amministrativo camminano al fianco dei programmi operativi e dettano un percorso di crescita e di responsabilità per tutte le amministrazioni coinvolte. Allo stesso modo il monitoraggio civico, la digitalizzazione dei processi e l’uso avanzato di open data costituiscono un momento qualificante della nuova programmazione con ricadute dirette sull’efficacia delle misure stesse.  

Sul fronte delle iniziative più strettamente legate ai temi della sicurezza e della legalità la Regione Calabria ha stipulato, in sinergia con gli interventi previsti dal Ministero dell'Interno nell’ambito del PON Legalità, un Protocollo che prevede l’attivazione di un sistema integrato di interventi tra cui il recupero infrastrutturale dei beni e il rafforzamento delle competenze di tutti gli attori coinvolti nella gestione dei beni confiscati.